01 AGO,2013
Pubblicato da Tiziana Fustini in Genitorialità | Commenti disabilitati

Un progetto di Nido Familiare

Il ruolo dell’educatrice è di creare una transizione possibile tra famiglia-nido, facendo da specchio ad atteggiamenti e a comportamenti familiari che possano creare sicurezza affettiva nel bambino. Accoglie la coppia madre/padre bambino rispettando le loro abitudini ed armonizzandosi con i loro ritmi e i loro tempi, fino a che si creano condizioni sufficientemente buone per introdurre un cambiamento. Il processo di separazione sarà ben accettato quando la madre sentirà che sia lei che il suo bambino sono pronti per la nuova esperienza. Di conseguenza, per l’educatrice sarà necessario costruire con la madre prima, e con il bambino subito dopo, una relazione di “familiarità” basata sulla conoscenza e sulla fiducia reciproca. In realtà, normalmente è la mamma che all’inizio sceglie e decide il momento migliore per lasciare il bambino al nido, l’educatrice accompagna e sostiene questa scelta, creando le condizioni migliori perché si trasformi in un secondo momento in un comportamento naturale, di tutti i giorni. Una volta una mamma, al secondo anno di nido, mi disse: quando lascio la mia bambina a mio marito e al nido io non ho pensieri. Vado al lavoro serena e leggera!

Nel primo anno di vita il bambino costruisce il legame di attaccamento con le figure familiari che si occupano di lui, la madre soprattutto, e con l’ambiente in cui vive. Questo particolare legame affettivo lo fa sentire sicuro e protetto, fiducioso della presenza dei suoi genitori. Si sa che è altresi disposto a costruire altri rapporti affettivi, se questo passaggio viene ben curato e tutelato. D’altronde, anche nella famiglia il bambino sperimenta piccole separazioni, quando viene lasciato ai nonni, alla babysitter… La separazione parziale, quindi, non è di per sé traumatica e il bambino anche se così piccolo si dimostra in grado di affrontarla. Certo, la lontananza dalla mamma non può essere troppo lunga e il passaggio di consegne deve essere “morbido” ed accompagnato da abitudini note.

Il bambino ha bisogno di prendere sicurezza nell’ambiente del nido, dove tutto è nuovo e da conoscere. Per questo all’inizio la mamma, o il papà, gli sta accanto aiutandolo ad esplorare, a giocare con gli altri bambini e gli oggetti nuovi, a familiarizzare con le educatrici. A prendere il via con i nuovi ritmi e le nuove abitudini. Proprio la presenza discreta ed incoraggiante della madre o del padre renderà il bimbo più disponibile ed interessato verso la nuova situazione. In qualche modo, la mamma gli dà il permesso di “andare” e lui sente di poter essere attratto dalla novità. Sarebbe più consigliabile che l’inserimento dei bambini di questa età fosse curato da uno dei due genitori più che da altri, proprio per gettare subito le basi per costruire un patto di alleanza e una mutua collaborazione.