Pubblicato da in Asilo nido, Genitorialità | 16 Commenti

Il Nido Familiare: il dibattito è aperto!

 Il nido familiare:un’idea di servizio per la conciliazione

tratto dal libro Nuove famiglie e nuovi servizi educativi per la prima infanzia. Una ricerca su di una realtà in continuo mutamento, Felici Editore, Pisa, da me scritto nel 2009.

Nella nostra società i genitori hanno sempre più bisogno di conciliare i tempi di lavoro con quelli di cura e di educazione dei figli. Questo impellente bisogno è più sentito nel primo anno di età, quando c’è ancora una forte indecisione sulla scelta della soluzione migliore per l’affidamento del bambino così piccolo nel momento del rientro al lavoro. I motivi dell’incertezza sono dettati dalla valutazione dei ritmi e dei tempi del proprio bambino ed anche dalle esigenze di lavoro. Sempre più spesso le mamme e i papà vorrebbero lasciare la scelta privata dell’aiuto dei nonni o della baby sitter per rivolgersi a servizi educativi innovativi, che possono garantire sia la qualità educativa, sia una flessibilità burocratica e di organizzazione più personalizzata sulle nuove esigenze. Un servizio, quindi, di natura sociale e pubblico, che pur mantenendo le caratteristiche del nido d’infanzia, sia più accessibile e non abbia gli stessi gli vincoli istituzionali. Il nido familiare s’inserisce a pieno titolo tra queste nuove tipologie di servizi per la prima infanzia

Nel linguaggio più comune si parla di nido familiare, ma io vorrei fare un passo avanti e scegliere la definizione di Nido Famiglia, tenendo insieme i due sostantivi per riuscire a creare un proficuo collante tra lo statuto educativo che ognuno dei due contesti rappresenta. Mi spiego meglio: Nido Famiglia tiene insieme in maniera sostanziale il significato dell’asilo nido in quanto tale, e quello della famiglia come primo luogo di valori di accoglienza e di crescita dei bambini, modello essenziale in una comunità che punta alla ricerca di nuove immagini e modelli culturali. Anche la Convenzione Internazionale dei diritti del bambino (1989, comma 1,4,5) illustra in maniera egregia questo concetto, riconoscendo nel dialogo tra le istituzioni e la famiglia lo strumento innovativo per assicurare al bambino un ecosistema favorevole allo sviluppo armonioso e completo della sua personalità (comma 6).

Infine, un’altra ipotesi che sarebbe interessante indagare, suggerita anche dalle ultime ricerche sui costi dei servizi per la prima infanzia, è se il nido familiare per i bambini del primo anno di età,  possa davvero rappresentare una forma di risparmio di gestione del servizio, considerate tutte le variabili che danno atto della sua realizzazione e in cui la compartecipazione dei genitori è sostanziale. Può essere una scommessa degna di attenzione per l’investimento futuro sulle politiche educative e di conciliazione, anche nell’ottica delle pari opportunità.

Ma cosa è il nido familiare? 

Il nido familiare è un sistema educativo che prevede l’auto-organizzazione tra le famiglie. Viene organizzato presso la casa di una delle famiglie aderenti all’iniziativa, con un educatore qualificato, con titoli previsti dalla legge, che si prende cura da 2 a 5 bambini in età di nido. È un’istituzione giovane in Italia che da qualche anno si sta diffondendo in maniera complementare al nido tradizionale. Il modello è ispirato alle Tagesmutter trentine, le mamme di giorno, che da tempo, come nei Paesi Nordici, accolgono i più piccini nella propria casa mentre mamma e papà sono al lavoro. Nella nostra Regione Toscana il nido familiare è previsto dalle Legge n. 32 del 2002 (Testo unico della normativa dela Regione Toscana in materia dell’educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro) e dal Regolamentato attuativo n. 47 del 2003 che nella sezione V, art. 25, illustra gli indirizzi legislativi per l’attuazione del “servizio di educatore presso l’abitazione di una famiglia”. Rappresenta un servizio snello e flessibile che aiuta i genitori a rendere compatibili gli impegni di lavoro con il ruolo genitoriale, garantendo ai bambini un ambiente domestico accogliente, ricco di sollecitazioni pedagogiche e comunque improntato alla socializzazione.

Ecco cosa ne pensano Gabriele e Francesca, i genitori di Aurora, : Tra noi famiglie si è creato subito un bel clima di collaborazione e la famiglia ospitante si e’ dimostrata sempre disponibile a venire incontro a qualsiasi esigenza di tipo organizzativo. Come spesso si e’ detto nelle riunioni individuali e di gruppo che si svolgono a scadenza fissa tra noi genitori, le educatrici e le promotrici del nido famiglia, siamo una bella squadra, una bella famiglia, direi io. Insieme stiamo facendo tanto per i nostri bambini e di questo io e mio marito Gabriele siamo entusiasti. Ci sentiamo protagonisti attivi all’interno del nido e facenti parte di una piccola ma grande comunità. Ci consideriamo fortunati nel far parte di queste famiglie che usufruiscono dell’innovativo servizio del nido famiglia e spesso ci facciamo portavoce tra le famiglie di nostra conoscenza dell’esperienza che stiamo vivendo. Purtroppo constatiamo che il concetto di nido famiglia è poco conosciuto intorno a noi e questo ci dispiace perchè sappiamo bene che rappresenta un’esperienza importantissima per Aurora e vorremmo che altri bimbi potessero viverla.

 Da un punto di vista organizzativo, le famiglie utenti devono scegliere, tra le proprie, un’abitazione per ospitare i bambini e le bambine, assicurando gli spazi idonei per garantire risposte adeguate ai bisogni dei bambini, compresi l’attività ludica e di socializzazione: saranno individuati una cameretta per il sonno, una stanza dove giocare, uno spazio dove consumare i pasti e la merenda, il bagno attrezzato per il cambio. Anche lo spazio esterno, se presente, viene usato per finalità educative. Tutte le famiglie coinvolte collaborano fornendo sia materiale didattico e ludico,sia le attrezzature necessarie (lettino, seggiolone, pannoloni ecc). I pasti vengono portati già confezionati e possono essere riscaldati. Naturalmente, c’è un accordo anche per le pulizie della casa della famiglia ospitante e per eventuali spese aggiuntive identificate strada facendo, come per esempio il riscaldamento nei mesi invernali.  Le questioni organizzative vengono regolamentate da intese contestuali e comuni, in modo da fissare delle regole e dei principi di riferimento. Il carattere innovativo dell’iniziativa sta appunto nel fatto che sono le famiglie in prima persona a mettere a disposizione tempo ed energie da investire, sentendosi non solo utenti di un servizio, ma partner di un sistema integrato di educazione partecipata. Gli stessi principi guidano anche la condivisione del progetto educativo presentato dalle educatrici di riferimento. Le famiglie possono individuare un’educatrice qualificata, con i requisiti previsti, oppure fare riferimento al personale di una cooperativa accreditata. In alcuni comuni il nido familiare fa parte delle rete dei servizi promossi direttamente dalla Pubblica amministrazione. Nel complessivo, costi sono piuttosto simili a quelli dei servizi privati, a meno che non venga supportato dalle istituzioni.

La qualità del progetto educativo viene assicurata dalla presenza di personale professionalmente preparato e coordinato, dal rapporto numerico con i bambini di questa età ed, in particolare, dal clima di familiarità in cui sono inseriti. Il presupposto della familiarità e dei tempi più lenti ed informali sono il punto di forza per la crescita e la sicurezza emotiva dei bambini, ed anche per quella dei genitori. Il bambino di 3/12 mesi è impegnato in un forte adattamento alle nuove richieste della vita sociale, che si differenziano maggiormente in un ambiente estraneo, diverso da quello della casa. Per alcuni bambini questo impegno può essere più faticoso, oppure i genitori possono valutare che non è ancora arrivato il momento di chiedergli questo sforzo. Lo spazio di una casa, per quanto non sia la propria, è comunque più vicino agli odori, ai rumori, alla memoria di sensazioni affettive conosciute. Inoltre, il piccolo gruppo (3-4 bambini), pur tutelando lo scambio sociale tra i piccoli, salvaguarda un rapporto più individualizzato con ognuno di loro.

Gabriele e Francesca ci raccontano che: Inizialmente, come gran parte dei genitori che vivono con dispiacere e preoccupazione il distacco dal proprio bimbo per inserirlo in una realtà diversa da quella della propria casa quale e’ il nido, avevamo non poche ansie. Si troverà bene? Sentirà la nostra mancanza? La caratteristica del nido famiglia di avere in se il concetto di famiglia, appunto, ci dava un grosso aiuto nell’affrontare meglio il distacco dalla nostra bambina. Ed e’ proprio così. Al mattino, infatti, quando si porta Aurora nella casa della famiglia di Fabrizio e Silvia, che gentilmente hanno messo a disposizione la loro abitazione affinché i bimbi vengano accuditi domiciliarmente, siamo rilassati e tranquilli. La sensazione e’ quella di portare la nostra piccola nella casa di una nonna, una zia, insomma in una famiglia con l’aggiunta sostanziale, però, di trovarsi di fronte a due educatrici professionali, amorevoli, serie e preparate che accolgono sempre con il sorriso sulle labbra e con tanta dolcezza i nostri bambini. Non c’e’ nulla di traumatico nell’equilibrio affettivo di Aurora e lasciarla alle cure ed innumerevoli stimoli delle educatrici del nido e’ per lei e per noi una sensazione di gioia e rilassatezza. Si sente in un luogo confortevole, circondata da persone affettuose ma allo stesso tempo professionali e questo e’ per lei e per noi  motivo di rilassamento. E’ una bimba serena e le piace essere accompagnata al mattino al nido famiglia. A volte non si accorge nemmeno che la mamma e’ andata via e gattonando raggiunge i giochini e le educatrici e sorride agli altri bimbi che la circondano.

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  Un progetto di nido familiare

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  1. Da piccola ho vissuto un’esperienza simile..antelitteram. Mia madre mi lasciava da un’altra mamma con la figlia mia coetanea:però credo che la madre faccia sempre anche incosciamente preferenze e quindi non so se realizzata cosi fosse una buona soluzione…certo è diverso se la tata è una professionista. Dove si potrebbe trovare una persona così?

    • silvia di Agnano dice:

      ciao Chiara
      io sono una delle mamme che ha partecipato al nido di Agnano di cui parla Tiziana, anzi sono la mamma ospite.
      noi avevamo una tata qualificata, molto brava, e credo che sia meglio perche’ piu’ preparata a tenere piu’ bimbi insieme, a non fare differenze tra i bimbi, ad affrontare le situazioni con professionalita’ e senza l’emotivita’ di una mamma (anche se era molto affettuosa con tutti i bimbi). Comunque nel caso di una mamma dovrebbe essere formata, come dice Tiziana.

      State “in linea” perche’ appena posso provo a scrivere qualcosa di questa esperienza, che per me e’ stata bellissima e utilissima, e che raccomando a tutte perche’ ha un sacco di vantaggi soprattutto per bimbi sotto i due anni.

      i nostri bimbi andavano da tre mesi per il piu’ piccolo all’inizio fino a un anno e mezzo per il piu’ grande alla fine del progetto.

      • Tiziana Fustini dice:

        ciao cara Silvia l’esperienza del nido familaire ad Agnano ha lasciato il segno, visto le cose che scrivi. mi fa molto piacere sentire che ancora segui con passione questo argoemnto, che già allora hai promossso e sostenuto in tanti modi. grazie. aspettiamo, qui sul sito, la tua testimonianza (se puoi anche sotto forma di articolo) che porterà senz’altro ulteriori informazioni ed argomenti al tema, utili per tuttte le mamme in ascolto. a presto Tiziana

  2. cara Chiara il progetto che ho coordinato prevedeva la presenza di educatrici qualificate. a Pisa era stato fatto un corso di formazione per educatori familiari ed io ho contattato una persona già esperta. comunque io penso che anche le mamme che decidono di fare questa esperienza dovrebbero avere una preparazione formativa che completa quella di madre che già hanno, oppure potrebbero essere affiancate da un’educatrice. a quel punto le famiglie dividono la spesa. nella maggior parte dei casi la quota della famiglia ospitante viene annullata proprio perchè mette a disposizione la casa. se ti vuoi interessare di questo progetto, che secondo me è molto valido per i piccolissimi, puoi parlarne con l’assessora alla Pubblica Istruzione del tuo Comune. se vuoi parlarne direttamente con me mi puoi tel al n. 3881410798. Tiziana

  3. carissime, io penso sia un’alternativa più che valida e mi piacerebbe provarlo (ANCHE DA EDUCATRICE)! ciao SILVIA

    • Tiziana Fustini dice:

      Silvia molto interessante questa tua disponibilità. sei anche educatrice di asilo nido? chissà che non si realizzi qualcosa… ciao Tiziana

      • si tizi, sono silvia (dozio)!sto lavorando a livorno in un nido adesso..

        • Tiziana Fustini dice:

          Silvia, bentrovata! come vedi l’interesse per questo progetto aumenta. spero di sentirti presto. ciao Tiziana

          • scusate riprendo il filo del discorso..sono mi sono laureata in filosofia nel 2002 e nel 2004-05 ho seguito un corso di formazione professionale abilitante alla professione di educatore-operatore familiare per l’infanzia(che ahimè ora nn si trova più sul mercato). ho lavorato come educatrice con diverse utenze di categorie “svantaggiate”, dagli anziani, all’handicap, ai minori con disturbi del comportamento.adesso ho finalmente realizzato il sogno di lavorare in una struttura pubblica (nido comunale) con bambini in situazioni di normalità. devo dire che però, diventando mamma,mi son accorta che scegliere dove e a chi lasciare un bambino per recarsi a lavorare è una scelta difficissima. il nido familiare è una bella possibilità. purtroppo quando son le famiglie a doversi auto organizzare senza avere informazioni adeguate è difficile prendere in considerazione questa possibilità. io, ad esempio,vivo in una zona dove nn conosco ancora molta gente e trovare famiglie disposte a condividere questo progetto con me fino all’anno scorso era impossibile. già adesso sarebbe diverso..frequentando ludoteche ecc.. ho conosciuto altre situazioni simili alla mia!

          • Tiziana Fustini dice:

            Silvia grazie di queste precisazioni. ora capisco meglio il tuo interesse per questo progetto. in effetti, uno dei miei obiettivi è di creare una rete online di relazioni tra i genitori per animare un confronto sulle questioni dell’educazione delle bambine e dei bambini piccoli e per far circolare esperienze ed informazioni. spero presto di organizzare un incontro sul tema del nido familiare. potrebbe essere una buona occasione pilota di progetti futuri. se hai delel idee fatti sentire! a presto Tiziana

  4. Ciao,
    mi sembra molto interessante il progetto dell’asilo familiare, in effetti io come mamma alla prima esperienza, e con una figlia di 7 mesi, sono adesso combattuta nello scegliere cosa sia meglio fra baby sitter o asilo nido. Questa terza possibilità non la conoscevo e vorrei approfondirla. Mi pare di capire che ad Agnano è già in funzione? Accettano altri bambini? E’ possibile sapere qualcosa di più?
    Grazie tante dei vostri utili suggerimenti, vi leggo sempre con interesse!
    Anna

    • Tiziana Fustini dice:

      cara Anna grazie a te della tua partecipazione. in effetti, l’esperienza del nido familiare di Agnano è già finita e, come puoi capire dagli articoli del sito, ha avuto una risposta positiva per le famiglie che hanno partecipato al progetto. sono consapevole che molte famiglie possono essere interessate a questa soluzione, soprattutto con bambini piccolissimi e per questo mi interessa farlo conoscere. spero che questo dibattito apra a qualche possibilità. far emergere il bisogno è il primo passo. se mi vuoi contattare direttamente, il mio n. di cell 3881410798 a presto Tiziana

  5. Se c’è qualcuno di Lucca, anche noi saremmo interessati! Grazie Tiziana per quetso spunto… quando avrai la conferenza? Vorrei proprio venire!

  6. Sono una mamma di tre bambini e penso che l’idea del nido familiare sia geniale. Vorrei aprirne uno nella mia città,in Sicilia,ma non so da dove iniziare e a chi rivolgermi.Potete aiutarmi?Ciao Maria

    • Tiziana Fustini dice:

      Ciao Maria. come sono organizzati i servizi educativi nella tua città? l’asilo nido, per legge, è solo di competenza comunale e quindi potresti intanto andare all’Ufficio Pubblica Istruzione del tuo Comune e chiedere informazioni in merito. potresti anche parlare della tua intenzione all’assessore comunale di riferimento ed indagare se c’è disponibilità per un sostegno da parte pubblica. ti potrebbe anche orientare pur se decidi di attivare un’esperienza privata. scrivimi pure per qualsiasi altra domanda. in bocca al lupo! Tiziana

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